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Prestiti Inps per Pensionati

I prestiti Inps possono essere un’ottima alternativa per i pensionati per poter ottenere un prestito che difficilmente riuscirebbero ad ottenere in un’altra maniera.

Prestiti Inps per Pensionati

L’Inps ha, infatti, stipulato degli accordi con alcuni istituti di credito per erogare prestiti le cui rate vengono trattenute direttamente dall’ente sulla busta paga del pensionato e versati poi alle banche convenzionate. Al pensionato verrà trattenuto il quinto della pensione netta per un massimo di 10 anni e fino al compimento degli ottantacinque anni di età. I prestiti possono essere erogati esclusivamente a pensionati che hanno fino a ottanta anni e che sono titolari di una pensione Inps e che, grazie a questo prestito, possono usufruire di condizioni più vantaggiose rispetto ad altri utenti.

 

Prestiti Inps per Pensionati con il Consolidamento Debiti

I pensionati che richiedono prestiti Inps possono, infatti, ottenere l’applicazione di un tasso di interesse fisso e hanno la possibilità di estinguere vecchi debiti unificandoli in una sola soluzione, il cosiddetto consolidamento debiti. Il prestito può essere, inoltre, erogato anche se il pensionato è stato protestato o risulta iscritto nella lista dei cattivi pagatori.

Per poter erogare i prestiti le banche devono ricevere una sorta di autorizzazione da parte dell’INPS attraverso una comunicazione di cedibilità che sarà il pensionato stesso a richiedere direttamente all’ente. Non in tutti i casi, però, l’Inps potrà concedere questo tipo di prestiti. Non è possibile, infatti, richiedere un prestito se si ha una pensione sociale, un assegno per inabilità, assegni per il nucleo familiare, una pensione per personale bancario, un’invalidità civile o assegni a sostegno del reddito.

 

Prestiti Inps per Pensionati: come viene erogato il finanziamento

E’ importante anche sottolineare il fatto che nell’erogazione del finanziamento, l’ente si premura anche di tutelare i propri utenti effettuando alcune verifiche sull’erogazione del prestito da parte della banca. L’Inps verifica, per esempio, che la banca possieda tutti i requisiti per effettuare questa operazione, che la rata prevista non superi in nessun caso un quinto dell’importo della pensione, che il tasso applicato sia inferiore al tasso anti-usura e che nel contratto vengano indicate tutte le spese previste (come quelle per l’estinzione anticipata, per il tasso di interesse e per l’istruttoria).